Verbali di conciliazione in sede sindacale, per il deposito non serve la rappresentatività


L’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce chiarimenti in merito alla legittimazione delle organizzazioni sindacali ad assistere i lavoratori in sede di conciliazione sindacale.

Come noto, in caso di conciliazione avvenuta in sede sindacale, il relativo processo verbale va depositato presso l’Ufficio territoriale del lavoro a cura di una delle parti o per il tramite di un’associazione sindacale. Il Direttore, o un suo delegato, dopo averne accertata l’autenticità, provvede a depositarlo nella Cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione è stato redatto. Di qui, la possibilità di ottenere, su istanza della parte interessata, il decreto di esecutività.
Presupposto fondamentale della conciliazione sindacale è la circostanza che l’accordo sia autentico e raggiunto con una assistenza effettiva del lavoratore da parte di esponenti della propria organizzazione sindacale, cioè di quella alla quale egli ha ritenuto di affidarsi.
Orbene, con un precedente parere rilasciato dalla competente Direzione del Ministero del lavoro e politiche sociali, si era specificato che, ai fini del deposito del verbale presso l’Ufficio territoriale, il soggetto sindacale dovesse risultare in possesso di elementi di specifica rappresentatività. Tuttavia, l’indicazione va interpretata alla luce della disposizione normativa per cui la conciliazione e l’arbitrato possono essere svolti, altresì, presso le sedi e con le modalità previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative. In sostanza, la norma consente la previsione, in sede contrattuale, di una specifica procedura di conciliazione esclusivamente alle associazioni sindacali dotate del requisito della maggiore rappresentatività.