Accollo del debito d’imposta altrui e divieto di compensazione


Disciplinate le modalità di esecuzione dell’accollo del debito d’imposta altrui nonché del recupero degli importi dovuti e dell’irrogazione delle sanzioni in capo all’accollante e all’accollato, ai sensi dell’art. 1, co. 5, D.L. n. 124/2019 (Agenzia delle entrate – Provvedimento 24 settembre 2021, n. 244683).

Deleghe di pagamento

Chiunque si accolli il debito d’imposta altrui procede al relativo pagamento mediante modello F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto della delega di pagamento.
La delega è parimenti rifiutata qualora per il pagamento si utilizzino in compensazione crediti dell’accollante.
In sede di compilazione della delega, nella sezione “Contribuente” sono indicati:
– nel campo “Codice fiscale”, il codice fiscale dell’accollato, soggetto passivo del rapporto tributario e debitore originario;
– nel campo “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”, il codice fiscale dell’accollante, soggetto che effettua il versamento in luogo dell’accollato, unitamente al codice che sarà individuato con successiva risoluzione.

Regime sanzionatorio

Si considerano come non avvenuti a tutti gli effetti di legge i versamenti effettuati in violazione delle modalità di esecuzione dell’accollo del debito altrui.
Per l’accollato, l’omesso pagamento comporta il recupero dell’imposta non versata e degli interessi, nonché l’applicazione all’applicazione della sanzione del 30% dell’importo non versato (articolo 13, comma 1, del Dlgs n. 471/1997). L’accollante è coobbligato in solido con l’accollato limitatamente all’imposta non versata e agli interessi.
All’accollante si applica la sanzione pari al 30% del credito utilizzato (articolo 13, comma 4, del Dlgs n. 471/1997), qualora il credito utilizzato sia esistente. Al medesimo soggetto si applica la sanzione dal 100% al 200% della misura del credito stesso (articolo 13, comma 5, del Dlgs n. 471/1997), qualora il credito utilizzato sia inesistente.

Procedimento per la riscossione degli importi dovuti

Per la riscossione degli importi di cui sopra, l’Agenzia delle entrate emette l’atto di recupero, da notificare, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello in cui è stata presentata la delega di pagamento.